giovedì 21 luglio 2011

La mia prima torta da matrimonio! Voluttuosità pannosa da cerimonia.


Ci siamo! Ho fatto la mia prima torta da cerimonia.

Sabato scorso ero una degli invitati al matrimonio di un amico, ed essendo io uno degli invitati celiaci, mi sono offerta di preparare una torta senza glutine.

Non ha molta importanza che i celiaci fossero una manciata.  Come si sa, io non vado d'accordo con le mezze misure.

Al nobile grido di "O tant, o nuie"  "O tanto, o niente!" è uscito dalla mia mini cucina un metro cubo di voluttuosità pannosa ripiena di chantilly con croccante al Rum, decorata di svirgoli di cioccolato fondente e mattonelle di caramello dorato.


 
Una preparazione serale a puntate durata due settimane, tra acquisto degli ingledienti, e preparazione dei vari componenti, conservati separatamente fino ad assemblaggio della sera prima.

La sequenza di foto mostra la mia attività serale (notturna) e il conseguente risultato delle 6:00 della mattina dopo con 4 ore di sonno di rilassato intermezzo.


Il risultato è stato straordinario, e da qui si deduce che non vado nemmeno d'accordo con la modestia. Però dai, in effetti, era proprio una bella torta. Ma soprattutto era una BUONA torta.

L'aroma di rum si sentiva bene, la torta era dolce, ma non troppo, la panna ha tenuto anche grazie alla gelatina. Un'aria fresca proveninente dal nord Europa ha anche fatto sì che la temperatura torrida dei giorni passati scomparisse, consentendo alle decorazioni di cioccolato di non sciogliersi tristemente sulla panna. Insomma il grande Giove Pluvio, Il grande Eolo e la più potente Dea della Fortuna (per gli amici friulani prosaicamente detta Cûl), un team insomma di tutto rispetto, mi hanno nobilmente assistito nell'impresa.

La torta, anzi le torte, glutinosa e non glutinosa sono state servite in giardino; tra le fresche frasche sotto dei gazebo bianchi sovrastanti grandi tavoli coperti fino a terra da tovaglie candide.

Gongolando di piacere sento in lontananza che mi si ringrazia pubblicamente per la torta. Dico in lontananza perchè con il mio consueto tempismo, ho fatto in modo di decidere di andare a cambiarmi le dolorosissime scarpe, proprio quando hanno fatto vedere la mia torta.

Al momento del dessert, un fido collaboratore smista dei biglietti da visita appositamente stampati per l'occasione, mentre io, scalzata la cameriera con un colpo d'anca, taglio la torta per chi la vuole assaggiare.

Il fatto che nessuno abbia notato la differenza con una torta normale mi lusinga non poco e dimostra a tutti il fatto che con un po' di ingegno e di esperienza si ottengono dei buoni risultati anche con farine notoriamente difficili da lavorare.  

Risultato: un bel po' di soddisfazione, accompagnata da un piacevole senso di sonno. Infatti, dopo due settimane a 4/5 ore per notte, verso le 21:30, proprio come la deliziosa bambina di una delle coppie di miei amici, la mia testa ciondolava fiacca sul palmo della mia mano, in dolce compagnia delle mie palpebre!