venerdì 4 novembre 2011

La Stagione degli Assaggi e grande potere dell'Ineluttabile

La natura umana si manifesta diversamente in ognuno di noi e ci porta ad affrontare i diversi compiti che ci si parano davanti, ognuno in maniera diversa. E qui torniamo alle diverse categorie umane: gli Sdavàs (vedi primo post) e gli organizzati. Da una parte i Buzzioli dall'altra i Patrizi. Queste le due macro-categorie umane: Buzzioli come me e mio padre e Patrizi come mia mamma e l’egregio accompagnatore che dà colore al mio tempo.

Mia mamma è una grande ospite, come tutte le persone organizzate non c’è una cosa che non le venga bene. Se ci si prepara bene per tempo, ineluttabile a parte, le  cose riescono bene, punto.
Quando mia mamma organizza una cena i preparativi non comincino una settimana prima. Lei apparecchia, prepara , decora, si veste mentalmente un mese e mezzo prima.
La si trova seduta a terra nello studio che seleziona riviste. Poi opera una seconda selezione con dei post-it sulle pagine sopra i quali scrive con la sua bella grafia il nome della ricetta., poi si passa alle prove pratiche.
La cena di Natale è sempre stata di suo appannaggio e di solito a metà novembre, quando la si vede girare per casa con lo sguardo pensieroso di chi sta sfogliando mentalmente una rivista, si comincia ad assaggiare.

La frase “Per Natale pensavo di fare….” È l’incipit ufficiale della grande Stagione degli Assaggi. Il sabato e la domenica sono le giornate delle degustazioni prova.
Mia madre al contrario di mio padre è una grande amante di verdura, Sformatini di verdura, strudel vegetariani, flan di carciofi, soufflè di zucchine e lasagne vegetariane popolano la tavola della Stagione degli Assaggi.

Questo le battute classiche di un pranzo della Stagione degli Assaggi:
“Marco, senti questi sformatini/flan/soufflè/strudel di verdure. Pensavo di farli per Natale”
Mio padre guarda il piatto, assaggia un boccone e si vede che parte già prevenuto. Poi fa la faccia di chi ha appena assaggiato il purè della mensa e dice: “Si, si. Bah…” poi scomoda perfino il buon Dante dicendo “Senza infamia e senza lode”. Fa una pausa, guarda il malcapitato sformatino e in tutta la sua friulanità di solito aggiunge: “Ma non ci puoi mettere un po’ di salsiccia??Al sa di flap”  “Sa di fiappo” Flap, comunemente italianizzato in fiappo è una di quelle parole friulane che io amo alla follia in quanto intraducibile e vuol dire moscio, senza carattere, floscio, senza forza, senza carattere… ecco per mio papà la verdura ha bisogno di un rinforzino suino per acquisire dignità.

Tutto questo preambolo per dire che io da buon Sdavàs nutro profonda ammirazione per i Patrizi e ho deciso anche io di fare delle prove per una cena che vorrei organizzare. Ho fatto queste crespelle con la farina di castagne ripiene di scalogni ricotta e porcini. Le ho fatte, arrangiando ingredienti assolutamente a caso; questo perché le mie ricette sono un po’ un Frankenstein culinario, pezzi di sensazioni, ispirazioni e ricette lette chissà dove. Quasi uguale alla tecnica delle bandierine di post-it di mia madre… no?

Erano buone, davvero buone! Io credo che a me le cose riescano bene perché il buon Dio premia anche gli sdavàs. Infatti, e qui lo dico con una punta di sadismo, il disavanzo di impostazione tra me e mia madre, tra i Patrizi e i Buzzioli si riduce al traguardo. Succede spesso che, specie per le torte, io faccio le ricette assolutamente a caso, a cucchiai, manciate, pugni. Torte la cui realizzazione si discosta progressivamente dalla ricetta originale, man mano che la torta prende forma di solito buttate nel forno freddo. Mia mamma là in cucina con bilancino di precisione, termometrino ecc. e succede spesso che mi telefoni con un diavolo per capello.
“La torta è venuta una schifezza atomica, secondo te che cosa ho sbagliato???” troppo burro? Troppo zucchero, troppo cotte, troppo lievito?” Tu come la fai?” Mia risposta “Boh non so , non mi ricordo, a caso”. Indispettita e con il suo orgoglio profondamente leso, chiude la telefonata.
Io con un motto di piccolo sadico orgoglio incasso la mia mini (piccola,piccola) vittoria marcata Sdavàs.

La fortuna aiuta gli audaci! La vittoria dell’Ineluttabile! (maiuscolo ovviamente)


 Serve dire che non so darvi la ricetta???