mercoledì 21 dicembre 2011

Sfide culinarie e il superlativo dei verbi




Uhh a mi i cacos mi plasonin” Disse.

E qui bisogna fare una premessa linguistica. Come forse non tutti sanno, la Lingua Friulana o Marilenghe ha al suo interno diverse varietà geografiche. Qualche volta persino all’interno dello stesso paese si riesce a dire di quale borgata una persona fa parte, da una piccola variazione nella pronuncia o nel lessico.

Il tipo di friulano qui sotto esame, oltre a desinenze impossibili, riesce a fare delle acrobazie grammaticali che concepiscono l’accrescitivo dei verbi.

Tradotta, questa frase suona così: “Uhhh, a me i cachi mi piacionano”. Così disse l’individuo!

Il caco è un frutto straordinario. Mi ha sempre incuriosito, ma mai abbastanza da mangiarlo con gusto.Una persona per la quale il frutto per eccellenza è una mela croccante, non può venir attirata da un dolce al cucchiaio da giardino. Infatti, un caco è ai miei occhi una marmellata che il Buon Dio ha racchiuso in una buccia e appeso a un albero. Un frutto che è impossibile da mangiare senza che i ¾ di esso non scivolino nella manica del maglione di lana, andando a formare delle comode sacche a livello dei gomiti.

E’ un frutto che è una contraddizione in termini: fruttifica su un albero senza foglie, in un periodo dell’anno famoso solo per produrre solo i frutti di rigogliosissimi alberi di agrumi. Il profilo dell’albero appare comicamente agghindato da pomi arancio, sugli smerli creati da stecchi apparentemente secchi e improduttivi. Sembra un po’ un corallo nero addobbato.

Queste le premesse.
Ora posso io, individuo dai forti slanci mammeschi, lasciare la creatura senza un’adeguata torta di compleanno?

La sfida si presentava su due fronti: uno culinario e uno personale. Che cosa c’è di più stuzzicante per un “pasticcere”, di una persona che non è golosa di dolci? Il confine fra stuzzichìo, sfida e frustrazione è sottile.
Come fare una torta con i cachi, che sappia effettivamente di cachi? Che magari li richiami per colore, e consistenza? E soprattutto come fare una torta di cachi per una persona che non muove un sopracciglio alla vista di una torta? Ragionandoci un po’, ho pensato che usarli come purea per un dolce secco non sarebbe stato molto sensato. Rischiavo di snaturare le caratteristiche che rendono un caco, appunto, un caco.

Un cheesecake mi sembrava adatto. Cremoso , morbido e dolcissimo come un caco, arancione brillante in superficie. Una base croccantissima di cantucci sbriciolati e caramellati, aromatizzata con una punta di cannella e scorza d’arancia. Una mousse cremosa ma soda di formaggio quark, latte condensato e semi di vaniglia, ricoperta da un coulis di purea di caco e miele. Al centro, un sole fatto con spicchi di caco adagiati sullo strato arancione brillante. Una torta più simile ad un tramonto invernale che a un vero e proprio dolce.

In fondo, perché mi dilungo tanto in descrizioni???
E qui veniamo al dunque. Direte voi: e la foto? Eh, niente foto!
Arianna ha vinto la sfida su entrambi i fronti. Ho fatto una torta di cachi che esaltava la cachità del caco (passatemi l’espressione) e che era così buona e invitante, che il destinatario ha continuato a non muovere nemmeno un sopracciglio (che fatica, i caratteri criptici e introversi), però ha mosso le mandibole, perché della torta non è rimasto nulla.

Per farlo ho preso un pacco di Cantucci senza glutine (io marca Nutrifree oppure li fate voi), li ho sbriciolati col batticarne (catarsi totale!) e li ho caramellati con 150gr di zucchero di canna con una puntina di cannella e un pizzichino di scorza d’arancia. Ho lasciato il composto sbriciolato. Ho sbattuto a crema 500 gr di formaggio Quark (preso alla LIDL) con mezzo tubetto di latte condensato, e i semi della bacca di vaniglia. Ho montato due chiare a neve con 50 gr di zucchero semolato e li ho aggiunti alla crema di quark. Ho sciolto 4 fogli di gelatina e li ho aggiunti al composto. Ho prelevato la polpa di 4 cachi maturi maturi l’ho frullata. Il un pentolino l’ho scaldata con 3 cucchiai di miele e uno di succo di limone e a questo composto ho aggiunto 2 fogli di gelatina.
Ho messo le briciole di cantucci in una teglia da 20 cm di diametro, ci ho versato sopra la mousse di quark e sopra ad essa il coulis di cachi. Ho lasciato una notte in frigo e la sera ho decorato con il mio sole fatto con un altro caco maturo. Buona!

NB, la foto non è mia! l'ho presa da internet
www.laterradipuglia.it
http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/autunno-i-cachi/