sabato 15 dicembre 2012

Staffetta di Blog in Blog- Pensieri ad alta voce di fine anno

 Con questo post partecipo alla Staffetta "Di Blog in Blog"

Pensieri ad alta voce di fine anno


 
Oggi ho cambiato la foto del mio profilo Facebook. Ho messo il mio cagnolino, Martha. Anzi il cagnolino dei miei genitori. Un bassotto tedesco a pelo duro, per il quale stravediamo tutti, almeno quanto lei stravede per noi.
Mi sono chiesta, ma perché ho messo quella foto. Sono io quella?
Qualche volta vorrei essere come lei. Qualche volta tutti dovremmo essere come lei.

E’ questo forse il pensiero di questa fine d’anno. 

Con uno sguardo tira fuori il meglio di te, con un gesto commuove e si fa amare. Riesce a farsi capire molto meglio di quanto non riesca io a volte. Senza parlare
Bada alle cose essenziali e se le gode. L’amore di chi le sta accanto, la felicità nel vedere gli altri, un prato verde e l’aria pulita, una raggio di sole e la sensazione ruvida del tappeto di lana grezza, una mia carezza. Una carezza che le si fa volentieri perché nutre l’animo e non costa nulla. Lei in cambio dona fiducia incondizionata e pura.  Io vorrei riuscire a far uscire tutto questo dalle persone.

Soprattutto vorrei svestire il mio carattere da quella cervellotica complicatezza che mi caratterizza, come caratterizza molte donne. A volte vorrei scegliere consapevolmente di essere serenamente superficiale, nel senso buono del termine.

Martha è priva di invidia, mangia quando ha fame, dorme quando ha sonno, è felice e si accontenta di poco, tiene solo a ciò che è importante veramente. Martha non è preoccupata dei pensieri degli altri, non pensa al significato nascosto, a volte perché inesistente, dei gesti, delle parole degli intendimenti. Martha non ha malizia, né pensieri bui, né preoccupazioni per il futuro, né ha motivo di averne. Martha dimentica in fretta, nel bene e nel male.

Però sono qui nelle mie scarpe, come si dice in inglese. E mi tocca farmelo piacere; allora mi chiedo: cosa posso imparare da Martha?  

Posso imparare
a mettere la mia felicità nelle mani delle cose importanti
ad avere fiducia negli altri
ad accontentarmi di quello che ho, che è fin troppo
a non ricamare significati reconditi sulle cose
a chiedere meglio
a parlare meno e comunicare di più
a perdonare
a cercare il lato giusto delle persone, e parlare solo a quello
a voltare pagina
a vivere il momento
a spegnere il cervello
a non preoccuparmi troppo, tanto non ci posso fare niente

Cercare, insomma la Martha che è in me con l’umana consapevolezza che per fare tutto ciò ci vorrà tempo. 

Intanto guardo verso il basso e vedo che c’è Martha che mi guarda con la zampa alzata e mi dice: Dai corrimi dietro! Dai, gioca con me!

E’ questo lo spirito giusto!

Via!




























 Per sbirciare nei pensieri degli altri blogger partecipanti alla Staffetta di Blog in Blog , eccovi la lista!

01) Mamma & Donna www.mammaedonna.info
02) Casa Organizzata www.4blog.info/casaorganizzata
03) Alessia scrap & craft www.4blog.info/school
04) Samanta Giambarresi www.samantagiambarresi.wordpress.com
05) Io mi piaccio, autostima e immagine corporea http://iomipiaccio.blogspot.com
06) Mammacapra http://mammacapra.blogspot.it/
07) fiori e vecchie pezze http://fiorievecchiepezze.wordpress.com
08) Idea Mamma www.ideamamma.it
09) La Magia del Vento http://occhidimarzo.blogspot.it di Lena
10) Arianna Buzziolo http://www.conlemaninelsacher.blogspot.it/
11) Una Mamma nel Web http://unamammanelweb.blogspot.it/
12) Ilmiosuperpapà http://ilmiosuperpapa.blogspot.it/
13) Il mondo di Cì http://ilmondodici.blogspot.it/search/label/staffetta%20blog
14) Il Pampano http://ilpampano-designbimbi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
15) Mammerri www.mammerri.com
16) Cristina http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog
17) What Woman About It http://quellocheunadonnadice.blogspot.it/
18) Vivere a piedi nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
19) Parola di Laura http://www.paroladilaura.blogspot.it/
20) simona elle - http://www.simonaelle.com/search/label/Staffetta%20tra%20blog
21) Diario magica avventura: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/search/label/staffetta%20di%20blog%20in%20blog
22) Viaggi e Baci: http://viaggiebaci.wordpress.com
23) Sanzio e Monica Tosi http://monicc.wordpress.com/
24) La casa sulla scogliera http://www.lacasasullascogliera.blogspot.it
25) Pattibum http://pattibum.wordpress.com
26) Monica Andri - Iotestopositivo http://iotestopositivo.blogspot.it/
27) Passe-partout http://partoutml.blogspot.it/search?q=staffetta
28) Vita da Stre...mamma (Essenza Burrosa) http://curvymommystyle.wordpress.com
29) mamma studia! http://www.mammastudia.blogspot.it/search/label/staffettadibloginblog
30) malanotteno! http://www.malanotteno.blogspot.it
31) bimbiuniverse http://bimbiuniverse.blogspot.it
32) The Family Company - http://familyco.wordpress.com/
33) Oliveemiele - www.oliveemiele.wordpress.com
34)Accidentaccio http://accidentaccio.blogspot.com
35)Before&After www.beforeandafterhs.blogspot.it
36)Bloc-Notes Ostuni http://www.ostunimagazine.com/
37) Curvy World by Angie Found http://curvyworldangie.blogspot.com.es/
38) Crescere due gemelli http://crescereduegemelli-debora.blogspot.it
39) Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/
40) Verdeacqua http://ahsonounamamma.blogspot.it/
41) Home sweet home www.homesweethome00.blogspot.com





giovedì 15 novembre 2012

Staffetta di Blog in Blog -La casa e il Natale: la decorazione delle aspettative.



Ogni volta che arriva Natale il volàno dell'attesa inizia a caricarsi verso la metà di Novembre. La molla si tende, l'esaltazione cresce. Non ho ancora capito che cosa le persone trovino così speciale nel Natale, eppure mi sembra uno di quei meccanismi psicologici insiti in ognuno di noi.

Forse ci sembra di ritornare bambini, in quella parte della vita in cui molti aspetti del teatro in cui ci muoviamo, sono densi di magia. Quella magia che veste le cose che non conosciamo bene. Il fascino del non conosciuto, del non visibile del non delineato. Il mistero, la sorpresa da bambini. Da adulti, il futuro.

Da grandi coltiviamo questa arte dell'attesa, che trova il suo culmine nel periodo prenatalizio. Credo che l'arte dell'attesa accomuni il mondo cristiano. In Germania, dove ho vissuto per qualche anno, l'esaltazione è ancora più palpabile. Là, il countdown giornaliero dell'Advetskalendar (Calendario dell'Avvento) e quello settimanale dell'Advetskranz (Corona dell'avvento) caricano con ancora più forza la molla dell'attesa. Poi ci sono i Plätzchen, i biscottini speziati e glassati che le donne in generale preparano per le persone a cui vogliono più bene.

Addobbare l'attesa è un po' come prendersi cura delle nostre aspettative dei nostri desideri e delle nostre speranze.

Quando sono tornata in Italia ho portato con me anche questo. Mi sono affezionata alla sensazione che dà il fatto di decorare esternamente la parte più nascosta e più vera di noi. Il bene, i desideri e le speranze. Allora, decoro la casa in maniera semplice e discreta, con piccole pigne, fiocchi di raso, decorazioni di paglia e cartoncino rosso. Le decorazioni semplici e basilari per me sono le più belle, perchè sono l'espressione di quanto di più importante nella sua semplicità abbiamo.

Un alberello piccolino, vero, che manda un profumo fantastico di abete grigio in casa. lucine dorate e qualche decorazione di paglia tenuta assieme da un filo rosso e oro. Candeline, fiocchi di raso rossi alle maniglie delle porte. In cucina il profumino dei biscottini, delle torte e dello zucchero caramellato delle marmellate che regalo per Natale.

I miei regali sono così, decidui e temporanei, come un pensiero. Ma saporiti, dolci e fatti con la massima cura, come solo i nostri desideri le nostre speranze riescono ad essere.

E tutto quello che c'è fuori è una versione abbellita della parte migliore e più effimera di me.


Per sbirciare nella casa dei partecipanti alla Staffetta di Blog in Blog, lascio di seguito l'elenco.
Buona lettura!


Casa Organizzata - www.4blog.info/casaorganizzata
Samanta Giambarresi - http://samantagiambarresi.wordpress.com/
Sanzio e Monica Tosi - www.monicc.wordpress.com
Iridi a stelle e strisce - http://ita2usa.blogspot.com
Parola di Laura http://paroladilaura.blogspot.it
Una Mamma nel Web http://unamammanelweb.blogspot.it
Bimbiuniverse http://bimbiuniverse.blogspot.com
Original watercolour paintings and more www.francescalancisi.blogspot.com
simona elle - http://www.simonaelle.com/search/label/Staffetta%20tra%20blog
stellegemelle - http://www.stellegemelle.com/search/label/di%20blog%20in%20blog
Cristina - http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog
Io mi piaccio http://iomipiaccio.blogspot.com
Pattibum http://pattibum.wordpress.com/tag/di-blog-in-blog-2/
Accidentaccio http://accidentaccio.blogspot.com
Gina Barilla - http://ginabarilla.blogspot.it
Home sweet home - www.homesweethome00.blogspot.com
Quello Che Una donna Dice-http://quellocheunadonnadice.blogspot.it/
Anna Disorganizzata - http://disorganizzata.blogspot.com/
Design Therapy - http://www.designtherapy.it/
fiori e vecchie pezze - http://fiorievecchiepezze.wordpress.com
ParoleCheNonHoDetto - http://parolechenonhodetto.wordpress.com/
Ma la notte no! - http://www.ma-la-notte-no.blogspot.it/
Il mondo di Cì - http://ilmondodici.blogspot.it/search/label/staffetta%20blog
Uberti Debora  http://crescereduegemelli-debora.blogspot.it
Passe-partout http://partoutml.blogspot.it/search?q=staffetta
mamma studia http://www.mammastudia.blogspot.it/search/label/staffettadibloginblog
Il blog di mammaGabry http://leoperedimammagabry.blogspot.it/
Viaggi e Baci: www.viaggiebaci.wordpress.com
Per mille cammelli! http://permillecammelli.blogspot.it/
Passavosullaterraleggera - http://passavosullaterraleggera.blogspot.it/
Il caffè delle mamme http://www.ilcaffedellemamme.it/tag/di-blog-in-blog/
Essenza Burrosa http://curwitchlicious.blogspot.it/search/label/staffetta
I Viaggi dei Rospi http://www.iviaggideirospi.com/search/label/Staffetta%20di%20Blog%20in%20Blog
Vivere a piedi nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
Diario magica avventura: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/
Con le Mani nel Sacher: http://www.conlemaninelsacher.blogspot.it/
GocceD'aria: http://www.goccedaria.it/tag/staffetta%20blog.html
IlMioSuperpapà: http://ilmiosuperpapa.blogspot.it/
La casa sulla scogliera: http://www.lacasasullascogliera.blogspot.it
Home-Trotter: http://www.home-trotter.blogspot.it
Bloc-Notes Ostuni http://www.ostunimagazine.com
Gina Barilla - http://ginabarilla.blogspot.it
Gaia - http://gaia-racconta.blogspot.it
Olga Picara http://hobbyimpara.blogspot.it
Mammerri www.mammerri.com
Pesempremamma http://persempremamma.blogspot.it/search/label/dibloginblog
Verdeacqua http://ahsonounamamma.blogspot.it/
Elegraf http://elegraf77.blogspot.it/search/label/Di%20Blog%20in%20Blog
MAMMACHECASA! http://mammachecasa.blogspot.co.uk/search/label/Staffetta%20Di%20blog%20in%20blog
Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/

Cardamom http://www.designcardamom.blogspot.it/
UnaNessunaCentomila http://scrivodiciochevivo.blogspot.it/
Chef Home Made http://thechefhomemade.blogspot.it/
Priorità e Passioni http://prioritaepassioni.blogspot.it/
Mammefaidate: http://mammefaidate.blogspot.it/search/label/Di%20blog%20in%20blog
Idea Mamma: www.ideamamma.it
Il Pampano:http://ilpampano-designbimbi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog


venerdì 2 novembre 2012

Biscotti, ombrelli e passeggiate. Sono davvero vintage!

Il primo di Novembre è una giornata strana. Non saprei un altro modo in cui definirla. Una giornata sonnecchiosa che quest’anno è capitata così, buttata in mezzo alla settimana. E’ una giornata di ricordi familiari di persone che col passare degli anni sono diventate le figure di un quadro impressionista. Lontane, evanescenti, sfuocate, ma riconoscibilissime e dai colori vivacissimi. Allora si sta in loro compagnia, anche se non sono con noi, solo per il fatto di essere in famiglia.

Ieri sono andata a mangiare con i miei genitori, e sembrava di dover aggiungere, là al tavolo della trattoria almeno altri 4 posti. Io racconto la mia settimana di lavoro, parlo dei miei colleghi delle persone a cui voglio bene, del mio tempo libero a casa, di quello che mi piace fare. Si parla di cose leggere: qual è la tua pizza preferita? Meglio sottile o spessa? Ma no a me piace con le verdure! A me con prosciutto e funghi! dice mio Padre mentre mia madre mangia un piatto di spaghetti di dimensioni veramente inedite reggendo un gigantesco tovagliolo verde a coprire il colletto bianco. Parlo di quale quadro appenderò in salotto, di come ripararsi dal rumore del traffico nel mio appartamento; e nel farlo mi pare che le persone che mi ascoltano non siano solo quella accanto e quella di fronte a me. Mi pare di sentire i commenti degli altri quattro. Un dialogo a mille voci. Bellissimo e confortante.
I miei poi vanno dai parenti della bassa e mi scaricano in Porta Aquileia. Io amo via Aquileia. È un posto che magicamente sfugge e sopravvive orgogliosamente alle folle dei centri commerciali. Ci sono librerie, latterie, macellerie, drogherie, lavanderie, negozi di casalinghi e di arredamento. Chi ci passeggia piomba negli anni 80, quando ancora si “facevano le commissioni” passando in almeno 5 negozi diversi.

Io e il mio ombrello scozzese appeso al polso passeggiamo lungo la via, un luogo che la mattina, andando al lavoro non ho mai il tempo di guardare.

Passeggiando annuso l’aria umida. Oggi ho il cuore caldo caldo. Pieno di ricordi, di persone e delle loro parole, di sensazioni conosciute e per questo rassicuranti. Rivivo una routine consolidata da anni che ha il potere, come tutte le routine, di darti sicurezza e di farti sentire a casa.

Ieri alle 2 del pomeriggio Udine era tutta mia. C’eravamo io e il padrone di qualche cane che passeggiavamo per il centro. La sensazione di essere per un po’ totalmente padrone del mio tempo è meravigliosa. Entro in un negozio e mi compro qualche trucco. Ci sono io, solo io, ma oggi sono in buona compagnia. So che ci sono i miei, che ci sono i miei amici, e che fra poco sarò di nuovo in buona compagnia.

Un saltino a salutare i miei nonni di persona sotto una nebbia mista a pioggia. Li guardo e mi stupisco di quanto tutti si somiglino e mi stupisco ancora di più di quanto io non somigli fisicamente a nessuno di loro. Eppure alla fine se si mette in fila mio nonno, mio padre e me e ci si ordina di parlare sembriamo una stessa persona fotografata i tre momenti diversi. Mia madre è invece una venatura rosso vermiglio. Sottile, ma evidente che è venuta fuori con gli anni a mitigare un po’ la mia Buzziolitudine

Torno a casa. È ora di cena, ma io avevo deciso già la mattina di fare una crostata. Sempre la stessa. Nessuna novità oggi. È così che deve essere. Con gli avanzi faccio dei biscottini a forma di fiore. Biscottini infantili messi in un’altrettanto infantile biscottiera del Mulino Bianco giallo crema con le rondini marroni.

E’ sera. Pioviggina.
Bello.

sabato 6 ottobre 2012

La Torta del "Finchè"


Questa torta è veramente l'emblema del sapersi arrangiare. 
Quanta farina? ...finché l'impasto non è abbastanza denso. Quanto zucchero?...finché la quantità non permette alle uova di montare. Quante mele? ....finché il fondo della tortiera non è coperto. e così via...Quanto lievito? Quanto tempo sta in forno?...eh secondo quello che suggerisce l'esperienza!

L'unica certezza sono le uova: due.

Bisogna sempre fare così. Si parte da qualcosa di certo, come i fatti, per poi fare, pensare, lavorare, impegnarsi finché non è abbastanza. Soprattutto bisogna saper osare un po'. Spesso, non sempre, la Tattica del "Finché" è sufficiente perché le cose vadano bene.
Il succo è condire il tutto con un po' di serenità e di grinta. In questo caso una spolverata di zucchero a velo ed un sussurro di grappa!

Ecco qua la Torta del Finché

2 Uova
Zucchero
Farina
Lievito ...bisogna osare...io ho provato con mezzo cucchiaino e mi è andata bene!
Mele
Pere
Burro
Cannella
Chiodi di garofano in polvere

Tagliare mele e pere a spicchi e farle dorare a fuoco altissimo con una noce di burro, zucchero di canna e sfumare con la grappa. Montare l'uovo intero con lo zucchero, aggiungere un paio di cucchiai di acqua bollente per farlo montare ancora meglio. Profumare con cannella e chiodi di garofano a piacere. Aggiungere cucchiaiate di farina con mezzo cucchiaino di lievito finché l'impasto non prende la consistenza della maionese.
Imburrare e infarinare uno stampo coprire il fondo con le mele e le pere saltate in padella. Coprire il tutto con l'impasto.
Occorre dire che non so per quanto tempo l'ho cotta? No non occorre....Fate come vi suggerisce l'esperienza col vostro forno!





martedì 22 maggio 2012

L 'Aristopasta


















Personalmente, trovo i pois molto primaverili. Mi piacciono tanto. Secondo me prendono un po’ il carattere di chi li indossa. Sono allegri se chi li porta ridacchia contento, eleganti se la persona è sofisticata, altezzosi se li si sfoggia con una punta di arroganza.

Io propendo per la prima delle ipotesi e li trovo allegri e simpatici. Così, pensando ai tempi che corrono e al mio umore, ho deciso di metterli nella pasta; giusto per dare un tocco spiritoso ad un piatto.

Ho fatto una pasta un po’ insolita: si può decorare l’impasto e tirarci le lasagne, le pappardelle e farci anche dei ravioli. In ogni caso il risultato sarà spiritoso e un po’ 3D, dato che ora va di moda.

Questa ricetta, devo dire la verità, racchiude un po’ tutti i caratteri dei pois. Ha un ragù bianco di rana pescatrice ed è quindi un po’ altezzosa rispetto alla mie ricette solitamente un po’ "pesane", ha le mandorle a lamelle e il pesto che le danno un tocco di eleganza. Le qualità che rendono questa ricetta un’Aristopasta vengono alleggerite da questi allegri pois nell’impasto, che sdrammatizzano un po’ gli altri ingredienti.

La ricetta della pasta è fatta con la farina della Schär per tutte le preparazioni. Quindi 100gr di farina per ogni uovo, sale e vino bianco quanto basta ad avere un impasto della consistenza del pongo. Si aggiungono poi i semi di papavero a piacere. Il vino bianco aiuta a dare un sapore migliore alla pasta, fatta con la farina senza glutine.

Il ragù è fatto con un filo d’olio di oliva e uno spicchio d’aglio schiacciato in cui si fa saltare velocemente la polpa di rana pescatrice tagliata a pezzetti. Si sfuma con vino bianco secco e si insaporisce con sale e pepe. Una volta tirata e lessata la pasta, la si versa nella padella del ragù bianco e la si salta velocemente. Si cosparge con un po’ di pesto di basilico diluito in un po’ di acqua di cottura (io l’ho rubato nel congelatore di mia madre, perché quello fatto in casa è decisamente molto meglio) e si cosparge di mandorle a lamelle tostate.

Ecco fatta l’Aristopasta!

venerdì 18 maggio 2012

Rosutis


L'abbazia di Rosazzo si mostra in modo discreto e ordinato, denotanto la natura di chi si prende cura di questo roseto.

Una passeggiata tra fuochi d'artificio di colori, sfoggiati da rose di cui non conoscevo l'esistenza, con tonalità che nemmeno immaginavo possibili.
All'interno della corte, dove di solito regna il silenzio un tripudio di manufatti artigianali. Pizzi, ricami, quadri ad acquerello e cappelli. Ne provo uno ad uno, variopinti, importanti, pieni di colori, quasi a mimare quellil dei fiori.

Per un momento mi sento anche io parte di quel giardino fatto di quiete e di vento.








mercoledì 16 maggio 2012

I WISH...

I WERE...


Light
Fearless
Bright
Calm
Untroubled
at one sight.

Thoughts flood my mind in disarray
My memories I know I can't betray

I see the door,
I knock.
....but home is home no more





martedì 15 maggio 2012

Io ho resistenza



Ultimamente sono nervosa. Anzi, nervosetta, Nervosetta è molto più di nervosa. È nervosa, stizzita, aggressiva con una vena di zitellitudine.
Sono giorni che dormo malino, e di giorno sono appesa alla cornetta del telefono del mio ufficio e scarabocchio nervosa sul foglio.
Sono tante onde che si arricciano alla fine, come degli arzigogoli di fumo pesante. Ora col pennarello rosso, ora col pennarello blu. Scrivo Arianna, Arianna, Arianna. Mentre parlo al telefono con voce allegra.
Rosicchio le unghie e mi arrotolo i capelli sull’indice. Sotto il piede ho la Piastrella come dice Emanuele. Una persona dall’intuito cosi fastidiosamente, invidiabilmente penetrante da inquadrarti solo dopo due incontri.

Oggi con l’ohmetro dell’ufficio tecnico ho misurato per scherzo la resistenza del mio corpo. Il ragazzo che mi siede accanto mi guarda perplesso e mi fa “Sai che la resistenza del corpo umano cambia con il nervosismo?”
Il display mostra un numero a 4 cifre che balza dal 1432 a 1965.
Non so cosa diceva lo studio…sicuramente ho resistenza!

Riprendo una foto che mi dà calma
Semplice, quasi in bianco e nero. Essenziale, bicolore, facile e armoniosa nel suo danzare color bianco candido.
Era il 13 Marzo dell’anno scorso. Sono a casa a fare meringhe all’italiana col mio termometro per alimenti nuovo di zecca. Aspetto un messaggino sul cellulare. Mentre faccio dei ghirigori con la tasca da pasticcere e tra una voluta e l’altra mi crogiolo nei miei pensieri.

Esco.
Al mio ritorno c’è una sorpresa all’ingresso.
Lo stomaco si serra, come ora. La morsa è diversa adesso.

Il nervoso passerà. Tanto io ho resistenza…in tutti i sensi.

lunedì 23 aprile 2012

Colta sul fatto!


Ieri mattina alle 6 ho aperto gli occhi e li ho strizzati forte fino alle 7. Poi mi sono arresa e mi sono alzata. Guardo fuori ed il cielo grigio cerca di convincermi che non è affatto fine aprile, affatto. Cerco di fare piano piano per non fare tanto rumore: non bisogna disturbare la domenica mattina, c’è gente che dorme.  E’ da un paio di giorni che voglio fare la crostata, sabato non ce l’ho fatta per questioni di tempo che ho usato per tirare a lucido casa mia - ho perfino dato la cera - e quindi sono rimasta con questo desiderio di impastare cose moderatamente burrose.

Io adoro la crostata. Quando la faceva mia madre con l’unica farina disponibile allora, io tagliavo due-tre fette, poi mangiavo la parte con la marmellata e appoggiavo il bordo spesso di pasta sul piattino, così per la seconda, poi per la terza. Poi nella tazzona di latte e Nesquik tuffavo velocissimamente il bordo biscottato ed era pura goduria. La sensazione di secchezza spariva, e il sapor di burro e zucchero biscottati era irresistibile. Attenzione, bisognava farci un tuffo veloce veloce, altrimenti il bordo diventava purè e finiva sul fondo della tazza. Io penso "crostata" e quel sapore di casa e di biscotto mi fa diventare piccolina di nuovo, coi capelli ricci ricci come una volta e con la tuta azzurra con mille toppe.

Ieri avevo voglia di crostata, forse per via del brutto tempo. Volevo finirla per colazione, perché ci fosse qualcosa di caldino e fragrante da mangiare. Dovevo fare veloce e in silenzio. L'idea della crostata furtiva è una tentazione infantile troppo forte.
 Shhhhh, non mi devono sentire!

Ho pesato in silenzio assoluto gli ingredienti della mia frolla del Bastiàn Contrari come se avessi le mani e i piedi fatti di zucchero filato, come facevo da bambina, quando salivo sulla sedia per prendere dall'armadio sopra il frigo il barattolone marroncino e mangiare la Nutella a cucchiaiate nel silenzio della domenica mattina. Sottovoce, ho preso la marmellata di pesche e ho tirato la frolla in fretta e furia, cercando di non far rumore col mattarello. Poi ho stemperato la marmellata con un po’ di liquore all’amaretto. Il cucchiaio tintinna sul bordo della scodella...Shhhhh!

 Io di solito non faccio le grate sulle crostate, e le copro di formine simpatiche fatte coi miei adorati tagliabiscotti. Volevo fare un motivo primaveril-bucolico di conigli e carote, poi ho pensato che sull’arancio della marmellata un rimando alle carote ci stava bene. Così ho pensato di mettere una pioggia di carotine sulla mia crostata arancione. Prendo i tagliabiscotti dalla grande scatola di latta sopra il frigo. Salgo sulla sedia afferro stiracchiandomi la scatola. Il movimento mi ricorda qualcosa... Presto, devo far veloce!

Taglio in velocità le mie carote di frolla. Mentre sto adagiando l’ultima carota la porta della cucina si apre.

“Propite no tu rivis a stà ferme!”

Beccata con il cucchiaino nella Nutella.

…e in un istante ho di nuovo 30 anni…



giovedì 19 aprile 2012

One at a time


Ci siamo: è una vita e mezza che non scrivo. Tanti impegni, una stanchezza ormai cronica, un infortunio e una trasferta mi hanno tenuta lontana dai fornelli, dalle passioni e da casa mia. In compenso però questi tempi di corsa forsennata mi hanno portato una persona nuova. Dotata di grazia, vivacità e di una personalità profonda fatta di chiari e scuri che creano il piacevole motivo di un bassorilievo. Una persona che come me è stata presa dal sacro fuoco della cucina. Una preda di questa scienza/arte, che piacevolmente si crogiola nella gola, che si fa prendere dall’entusiasmo del rimestare, impastare, annusare e fare qualcosa di squisito per gli altri.

“Prova questo”, mi dice spesso, “è ottimo!” Uhhh, e questa? E' buonissima! Mettendosi entrambe le mani sulla bocca e guardandoo in alto come per arrendersi piacevolmente al gusto.

Questo prambolo per dire che prima di partire e farmi travolgere dalla mancanza di tempo, di sonno e di inventiva,  una sera di qualche settimana fa ho sconfitto uno dei miei fantasmi culinari.

Una cosa di cui mi sono sempre vergognata era quella di non riuscire a fare la torta di yogurt. Esatto, proprio la torta  di yogurt, quella coi vasetti.

Tutti mi dicevano: “Ma, sì, è facilissima! Butti tutto nel mixer frulli, versi in una tortiera e via in forno! Viene sempre!” Niente, io le ho provate tutte: rossi prima, albumi dopo. Tutto assieme nel mixer. Yogurt coi rossi d’uovo, yogurt alla fine. Insomma un variare di addendi che aveva sempre come risultato una schifezza totale, semicruda, gommosa oppure dura come il marmo.

Ho manifestato questo mio disagio morale alla mia amica dello shopping gluten free di qualche settimana fa. Due ore dopo avevo una mail con una ricetta. Sempre con la farina Biaglut.

L’ho fatta esattamente come era scritto e magicamente è venuta. Non so proprio spiegarmi il perché. Dato che questa era una delle varianti dei miei insuccessi. Bah, vai a capire la chimica tu! Anche quella ha cessato per me di essere una scienza esatta. Come la fisica anche la chimica ha un’anima…in alcuni casi ostile!

Ma io ho vinto! Kill them, one at a time!

Riporto la ricetta così come me l’ha data Lei e come (per una volta) l’ho fatta io. Senza cambiare niente. E’ comunque la torta allo yogurt dei barattoli che fino a mercoledì scorso non mi era mai venuta!
Ingredienti:

1 yogurt bianco (gr.125)
3 uova
2 barattoli (usare quello dello yogurt come misurino) colmi fino al bordo inferiore di
zucchero
3 barattoli di farina Bi Aglut per pane e paste lievitate (vedi sopra)
½ barattolo di olio di semi consentito
1 bustina di lievito per dolci consentito
1 bustina di vanillina
buccia gratuggiata di un limone
sale

Ecco il procedimento, caratterizzato stavolta da schematismi teutonici!...sarà la trasferta...
 mescolare i tuorli (a mano o con le fruste elettriche) con lo zucchero fino a farli
diventare spumosi
 aggiungere lo yogurt e continuare a mescolare; aggiungere poi di seguito tutti gli altri
ingredienti
 montare gli albumi a neve e incorporarli al resto mescolando con attenzione dal
basso verso l’alto
. imburrare una tortiera e cospargerla di pangrattato Bi Aglut o di farina, versarvi il
composto e infornare a 180° per circa 40 minuti; dopo 30 minuti, se la superficie si
colora troppo, coprire la torta con carta stagnola
se piace, prima di infornare, si può tagliare un frutto a scelta, a seconda della
stagione, a fettine sottili e infilare queste ultime a raggiera nella torta.
 cospargere di zucchero a velo una volta sfornata.

martedì 6 marzo 2012

La frolla del Bastiàn Contrari


Un Sabato sera a casa. Nel bianco dei miei mobili IKEA e nel verde delle mie piante. Nel pomeriggio sono andata con un’amica a fare incetta di farine senza glutine per i miei esperimenti. Io lo so che mi faccio sempre prendere la mano, quindi sono uscita dalla farmacia con qualcosa come 20 kg di farine diverse. Tutte da provare! Sempre la mia compagna di shopping gluten free mi ha fatto dono di una confezione di xantano o come lo chiamo io, la Vinavil che dà glutinosità all’impasto.
Con l’istinto e la foga del piccolo chimico, mi sono messa a giocare con le mie pentoline, proprio come facevo da bambina nel giardino dietro casa.

La frolla è un po’ come la politica, ognuno ha il suo partito e disdegna pesantemente il resto. Il mio partito vuole una frolla ariosa, indi con lievito, non dura, un po’soffice, indi più umida, non untuosa. Insomma, niente macchie semi trasparenti sulla salvietta che ha ospitato la torta. Una frolla d’avanguardia!

Tra tutte le caratteristiche, davvero non mi piace la frolla burrosa, mi pare che sia stucchevole e grassoccia. Da tempo cerco una soluzione per una frolla un po’ meno unta.

Come dice Sean Connery in “Indiana Jones e l’ultima crociata”: basta attendere e la soluzione si presenta da sé. Come è noto, quando sono a casa io cucino, stiro, pulisco per far ordine esterno che si ritraduce in organizzazione interna. Ebbene, sabato stavo cercando di fare un po’ d’ordine nei miei armadi della cucina, stracolmi di boccette, sacchetti, vasetti, confezioni semiaperte e mi è saltato in mano il pacchetto della maizena. “per rendere più soffici crostate e biscotti” dice il pacchetto un po’ vintage.
Così io penso, magari una farina così leggera si mescola con un po’ di umidità in più e non secca tanto. Poi guardo quelle confezioni di Margherita Schär che giacciono orfane nel ripiano in alto a destra. Di buono c’è che la Margherita Schär ha il lievito ed è già zuccherata nella giusta proporzione. Di male c’è che la Schär di solito è secca anche con la quantità canonica di burro. Che fare? Certo, avevo lo xantano dalla mia, che dovrebbe dare più elasticità e consistenza all’impasto. Ho pensato di usare due uova intere per dare un po’ di proteina e consistenza.

Devo dire che il risultato mi ha soddisfatto. La frolla è leggera e decisamente non untuosa, un po’ soffiata per il lievito, non troppo secca e fruttosissima, data la quantità di marmellata che ci ho messo sopra. Ripieno dotato ovviamente di immancabile rinforzino alcolico. Decorazione con biscottini a forma di foglia di quercia che io adoro!


Post 100% culinario, senza riflessioni sulla serata. Qualche volta una serata di lavoro completamente a-cefalo serve! Un successo!

La mia frolla leggera a cuor leggero.

Battere in una ciotola 2 uova tiepide (io le ho messe 10 minuti sul radiatore) con 100 gr di burro ammorbidito nel microonde per 1 min a 160 Watt. Setacciare assieme 400 gr di Margherita Schär e 100 gr di maizena assieme a 1 gr di xantano e versarci sopra i liquidi ed un pizzico di sale. Aromatizzare a piacere con vaniglia o scorza d’arancio. Io non la faccio riposare in frigo per scelta (bastian contrario fino alla fine!!!). Rivestire una tortiera adatta e farcire con marlellata. Io ho usato quella di ciliegie mescolata con quella ai frutti di bosco con mezzo bicchiere di brandy

Secondo me questa si può fare anche con la Farina Autolievitante con glutine....vediamo

Compiti per casa, imparare a usare lo xantano, forse ne ho messo poco...e infatti la tortina si è un po’ rotta sul bordo…

mercoledì 15 febbraio 2012

Dal Carrozziere


Trovo che il  momento di scegliere che dolcetto fare sia un po’ come il momento in cui scegliamo che vestito metterci per un’occasione. Non so bene come mai, ma un giorno ci si guarda allo specchio e ci si piace con quel maglione o quei pantaloni; altri giorni lo stesso abbigliamento ci mortifica nel corpo e nell’umore.
Cucinare ha lo straordinario potere di dare un’aggiustata allo spirito quando questo ha qualche ammaccatura e di dargli una lucidata, come si fa con una mela rossa, per farlo brillare ancora di più quando gli umori sono alti.

In questo periodo gli umori sono altalenanti e ultimamente si dà ora una martellata per ribattere un’ammaccatura, ora un colpo con la manica del maglione per far splendere quel che c’è di buono. Il conforto, la consolazione, l’alleggerire il cielo plumbeo, il far sorridere, insomma il far star meglio passano lungo due autostrade: una è quella con destinazione “leggerezza di spirito”, l’altra ”iniezione di ottimismo”.

Se io dovessi avere mai bisogno di un po’ di leggerezza di spirito, probabilmente penserei ad un dolcetto soffice, casalingo, semplice semplice, senza decorazioni. Una di quelle cose tipo un  Pan di Spagna ricoperto di uno strato impalpabile di zucchero a velo che, come la spolverata di neve di Gennaio, attutisce i rumori, uniforma gli spigoli, illumina il paesaggio.


D’altra parte però, una volta che il peso è stato momentaneamente tolto dalle spalle, si ha necessità di una spinta, di una pacca, di un incoraggiamento. Un dolcetto positivo, che sproni e inciti al sorriso. In questo la cioccolata ci viene abbastanza in aiuto. Un dolcetto che, nell’addentarlo e assaporarlo strappi un piccolo sospiro che ossigeni gli ottimismi. Questo brownie con la variegatura di cheesecake mi pareva facesse al caso mio.

 Leggeri e incentivati, si può ripartire!

Ho fatto il Pan di Spagna con la ricetta classica che ho già scritto: 4 tuorli sbattuti per 15 minuti con 100 gr di zucchero e 4 cucchiai di acqua bollente. Bianchi a neve con 50 gr di zucchero, 130 gr di farina BiAglut, 70 gr fecola, ½ bustina di lievito setacciati sopra i bianchi e mescolati al tutto. Una grattata di scorza d’arancio, i semi di una bacca di vaniglia. Stampo tondo, 170 °C per 30 minuti. A raffreddamento un bel po’ di zucchero a velo. Via nel caffelatte!

Per i brownies sciogliere 200 gr di cioccolato fondente con 250 gr di burro, aggiungere 300 gr di zucchero di canna, e le 4 uova, una alla volta. Aggiungere 250 gr di farina BiAglut setacciata con ½ bustina di lievito consentito. A parte sbattere 250 gr di quark o formaggio spalmabile con 60 gr di zucchero a velo e due cucchiai di latte condensato dolce, aggiungere due uova e amalgamare bene. Versare uno strato di 2/3 del composto al cioccolato, poi il composto bianco a cucchiaiate, poi il terzo restante del composto scuro. Dare qualche giro con la lama del coltello e infornare a 160 °C per circa un’ora.




giovedì 2 febbraio 2012

Il verde e l'arancio, l’uniforme del Dr Jekyll.


Un paio di settimane fa il salottino del mio appartamento era straripante. Non tanto per la quantità delle persone, in tutto 6, ma più che altro per il calibro degli invitati. Persone importanti quindi, pesi massimi della mia vita.

Cotanti invitati meritavano anche una cena di grosso calibro. Una cena di grosso calibro a base di carne rischiava di far uscire tutti da casa mia in una carriola, ho quindi optato per il pesce.

Io, la paladina degli eccessi, a cui moderazione e mezze misure stanno come l’acqua con l’olio, avevo pianificato un menù, diciamo, abbastanza abbondante. Per l’antipasto, polpettine di merluzzo e capperi, insalata di arance, pinoli e finocchi condita con olio evo dalla Croazia, insalata di indivia belga, mela e noci. Per il primo, uno splendido risotto di Capesante e zucchine sotto la diretta consulenza di Tina. Di secondo, branzini al forno con tortino di zucca e biete al salto con capperi e mandorle. Come dolce, un freschissimo sorbetto di mandarino e zenzero candito.

Sarà che quando il gioco diventa duro, i duri cominciano a giocare, ma alla fine per un giorno ho messo da parte la mia proverbiale personalità Sdavàs da Mr Hyde e ho operato secondo la più rigida sequenzialità teutonica, che alberga nei recessi del mio cervello. Una specie di Dr Jekyll e Mr Hyde al contrario.

Un giorno l’ufficiale Livella dei miei eccessi mi disse: “Arianna, scopriti paziente” . Un fulmine a ciel sereno. Un’illuminazione. In ognuno di noi ci sono le qualità che cerchiamo, basta rovistare a fondo in soffitta. Era la prima volta che qualcuno mi diceva che io sono paziente. Che dovevo solo guardare meglio. Io sono organizzata, devo solo guardare meglio.

Se in altri ambiti sono uno Sdavàs, io in cucina sfodero un assetto bellico da far invidia alle legioni di Cesare!

Ho fatto la spesa e ho preparato tutti gli ingredienti, solo da assemblare. Impasto per le polpette, fatto. Solo da friggere. Saltato le zucchine nell’aglio per il risotto, saltate le capesante nel Cognac, tagliato lo scalogno per il soffritto; fatto. Pesato il riso, fatto. Puliti i pesci, imbottiti di aromi e messi in frigo, fatto! Preparato il tortino di fette di zucca e aromi, cotto e messo da parte. Fatto! Lessata la bieta, saltata. Tostato mandorle e capperi. UNA MACCHINA DA GUERRA! Fatto lo sciroppo per il sorbetto, pesati gli altri ingredienti. UN’ARIETE DA SFONDAMENTO. Il pomeriggio arriva la cavalleria pesante. Solo in cucina gli do chilometri di disavanzo organizzativo. Taglia arance finocchi e assembla l’insalata. Taglia la belga e le mele e assembla. Allestisce il vassoio di salmone affumicato e radicchio Cul Poc.

Una cena così ben allestita poteva andare male? Direi di no! Una cena deliziosa tutta nei toni dell’arancio e del verde. Servita nei piatti della mia cara Nonna e su una tovaglia bianca a foglie verdi. La conversazione scorre fluida, io ammutolita dal chiacchiericcio dei presenti e dalla stanchezza. Tutto buono, davvero. Mica per fare l’immodesta, ma era perfetta, straripante per abbondanza ma anche per finezza. Qualità quest’ultima che ho ereditato da mia madre aiutata dalla precisione del mio collaboratore.

Quando tutti se ne erano andati, avevo addirittura già fatto una lavastoviglie. Poi, io e la mia Cavalleria Pesante abbiamo anche pulito e riordinato con le porte e finestre aperte a far entrare l’aria fresca di Gennaio.

Il lunedì avevo ancora delle zucchine che ho arrangiato in un risottino fatto con due sogliole: una panata e cotta in un po’ di burro e adagiata sul riso, l’altra a tocchetti nel risotto, cotto in un po’ di brodino di pesce. Una spolverata di prezzemolo tritato, una grattatine di pepe. Dr Jekyll e Mr Hyde hanno mangiato bene anche Lunedì.