lunedì 16 gennaio 2012

La mia pozione contro il malumore


Ognuno ha il suo sfogo. Ognuno ha il suo modo di dare un colpo di spugna alla malinconia. Chi fa shopping, chi va a correre, chi ascolta musica. Ognuno ha la sua pozione magica.

Venerdì scorso avevo una brutta giornata, un po’ di tristezza e malinconia. Una sensazione che mi ha ricordato l’umore di alcune serate di qualche anno fa, nella algida e fascinosa Amburgo. Il vento del Mar del Nord si insinuava fischiando tra i coppi e sulle cornici dei Velux del mio appartamento dai tetti spioventi spioventi, e i rami nudi della betulla tiravano delle frustate sui bordi della grondaie.

Mia mamma, quando avevo una giornata storta, specialmente per la nostalgia e la malinconia di essere lontano da casa, mi diceva con la voce ottimista e argentina che è una panacea a tutti i mali: “dai Arianna fai un dolcetto e vedrai che ti passa”. La maggior parte delle volte aveva ragione, la consolazione passava anche per le narici e la bocca e veniva spazzata via dalla danza dei mestoli e delle terrine.

Mia mamma mi ha spesso detto così e nel mio caso funziona ancora. La mia tripletta vincente per scacciare la tristezza e fatta da: cucinare  pulire mettere in ordine. Pulire e mettere in ordine ciò che è fuori da me mi sembra aiuti a dare una lucidata a ciò che c’è dentro. Venerdì e sabato scorsi ho attuato la tripletta al completo. Sabato avevo ospiti a cena quindi venerdì sera e sabato mattina ho pulito e riordinato e casa mia sembrava uscita dal catalogo IKEA, sabato mattina ho fatto la spesa. Alle 7:30 ero al mercato che scrutavo dei branzini che mi guardavano fisso di rimando.

Sabato un tour de force culinario che si è concluso alle 10 di sera mi ha stancato il fisico, ma scosso lo spirito. Domenica mi sono svegliata alle 7 (col cane del vicino che abbaiava). Non paga dello sforzo del giorno precedente ancora una pulita, nell’aria frizzantina ed elettrica delle fredde giornate di gennaio. Alle 10 c’era un buon profumo di inverno soleggiato. Le ultime faccende hanno dato un colpo di cera finale al mio umore.

Poi non paga della giornata precedente ho fatto una versione improvvisata della Apple Pie di Nonna Papera, quella coi buchini sulla pasta che la ricopre, quella della quale immaginavo il profumo, leggendo Topolino.Il tutto nella luce obliqua e limpida dei pomeriggi d'inverno.
Improvvisata e rivisitata perché avevo del Cognac che volevo utilizzare e che avevo usato la sera prima per sfumare le Capesante del risotto. Mi aveva incuriosito l’odore. L’ho immaginato assieme all’arancia e alla mela e mi è parsa una buona idea da provare.

Il risultato è stato ottimo, davvero una torta golosa e profumata, magari da mangiare con una bella pallina di gelato o con un'amico davanti a un film.

Ho fatto una pasta frolla come da ricetta classica che si trova al capitolo “Basi”, aromatizzata con  vaniglia e scorza d’arancia (metà dose). Per il ripieno ho fatto saltare in padella 6 mele golden a pezzettini (le renette vanno meglio perchè rilasciano meno acqua, ma ho usato ciò che avevo a casa)  con due cucchiai di zucchero di canna e le ho sfumate con un buon bicchiere di Cognac. Ho tolto le mele dal sugo dopo 5 minuti e ho fatto ridurre il sugo. Ho aggiunto al sugo due cucchiai di farina di nocciole e ho sfumato ancora con un pochino di Cognac. Ho messo le mele in una tortiera foderata di 2/3 di pasta frolla, su uno strato di un cucchiaio di pangrattato e uno di zucchero e le ho aromatizzate con scorza d’arancia. Ho chiuso la torta  con 1/3 della pasta ripiegando i bordi all’interno. Ho fatto i 5 buchini caratteristici per lo sfiato del vapore e o fatto cuocere in forno a 170 °C per 50 minuti.
Buona!

 
Questo il risultato da cotto...c'è chi la tiene un po' meno in forno, ma a me piace tanto il sapore biscottato!