giovedì 19 aprile 2012

One at a time


Ci siamo: è una vita e mezza che non scrivo. Tanti impegni, una stanchezza ormai cronica, un infortunio e una trasferta mi hanno tenuta lontana dai fornelli, dalle passioni e da casa mia. In compenso però questi tempi di corsa forsennata mi hanno portato una persona nuova. Dotata di grazia, vivacità e di una personalità profonda fatta di chiari e scuri che creano il piacevole motivo di un bassorilievo. Una persona che come me è stata presa dal sacro fuoco della cucina. Una preda di questa scienza/arte, che piacevolmente si crogiola nella gola, che si fa prendere dall’entusiasmo del rimestare, impastare, annusare e fare qualcosa di squisito per gli altri.

“Prova questo”, mi dice spesso, “è ottimo!” Uhhh, e questa? E' buonissima! Mettendosi entrambe le mani sulla bocca e guardandoo in alto come per arrendersi piacevolmente al gusto.

Questo prambolo per dire che prima di partire e farmi travolgere dalla mancanza di tempo, di sonno e di inventiva,  una sera di qualche settimana fa ho sconfitto uno dei miei fantasmi culinari.

Una cosa di cui mi sono sempre vergognata era quella di non riuscire a fare la torta di yogurt. Esatto, proprio la torta  di yogurt, quella coi vasetti.

Tutti mi dicevano: “Ma, sì, è facilissima! Butti tutto nel mixer frulli, versi in una tortiera e via in forno! Viene sempre!” Niente, io le ho provate tutte: rossi prima, albumi dopo. Tutto assieme nel mixer. Yogurt coi rossi d’uovo, yogurt alla fine. Insomma un variare di addendi che aveva sempre come risultato una schifezza totale, semicruda, gommosa oppure dura come il marmo.

Ho manifestato questo mio disagio morale alla mia amica dello shopping gluten free di qualche settimana fa. Due ore dopo avevo una mail con una ricetta. Sempre con la farina Biaglut.

L’ho fatta esattamente come era scritto e magicamente è venuta. Non so proprio spiegarmi il perché. Dato che questa era una delle varianti dei miei insuccessi. Bah, vai a capire la chimica tu! Anche quella ha cessato per me di essere una scienza esatta. Come la fisica anche la chimica ha un’anima…in alcuni casi ostile!

Ma io ho vinto! Kill them, one at a time!

Riporto la ricetta così come me l’ha data Lei e come (per una volta) l’ho fatta io. Senza cambiare niente. E’ comunque la torta allo yogurt dei barattoli che fino a mercoledì scorso non mi era mai venuta!
Ingredienti:

1 yogurt bianco (gr.125)
3 uova
2 barattoli (usare quello dello yogurt come misurino) colmi fino al bordo inferiore di
zucchero
3 barattoli di farina Bi Aglut per pane e paste lievitate (vedi sopra)
½ barattolo di olio di semi consentito
1 bustina di lievito per dolci consentito
1 bustina di vanillina
buccia gratuggiata di un limone
sale

Ecco il procedimento, caratterizzato stavolta da schematismi teutonici!...sarà la trasferta...
 mescolare i tuorli (a mano o con le fruste elettriche) con lo zucchero fino a farli
diventare spumosi
 aggiungere lo yogurt e continuare a mescolare; aggiungere poi di seguito tutti gli altri
ingredienti
 montare gli albumi a neve e incorporarli al resto mescolando con attenzione dal
basso verso l’alto
. imburrare una tortiera e cospargerla di pangrattato Bi Aglut o di farina, versarvi il
composto e infornare a 180° per circa 40 minuti; dopo 30 minuti, se la superficie si
colora troppo, coprire la torta con carta stagnola
se piace, prima di infornare, si può tagliare un frutto a scelta, a seconda della
stagione, a fettine sottili e infilare queste ultime a raggiera nella torta.
 cospargere di zucchero a velo una volta sfornata.