domenica 31 marzo 2013

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Polpettine di pesce con panatura tostata al sesamo, olio di semi di zucca e zucchine grigliate.

Questo post scaturisce dalla celeberrima e sempiterna ciofeca! Ebbene per questo contest avevo sfoderato l'artiglieria pesante: cereali modaioli come il miglio, legumi e sapori forti come il Montasio grattugiato, con l'idea di fare un super piatto d'effetto da portare in ufficio, disteso su un letto di misticanza colorata.

Quindi ho preparato i cereali, ho preparato la panatura, l'olio, il condimento, il letto di misticanza. Tutto pronto ad accogliere i bocconcini dorati di cereali e legumi.

Ebbene ciò che è successo è che, quando il buon Dio mi ha sparso per questa terra, evidentemente ha tralasciato un po' di organizzazione e precisione per darla tutta ad altri individui.

Tutto questo preambolo per dire che, siccome io non sono in grado di fare una cosa sola e bene, ma tendo a farne 100 e male, ho deciso incautamente di cuocere il miglio e i legumi, proprio mentre facevo la doccia e mi asciugavo i capelli. Il risultato è stato un mesto ammasso di miglio bruciacchiato in triste compagnia di piselli altrettanto bruciacchiati.  Ecco quindi che per partecipare a questo contest, mi tocca utilizzare  una ricetta che ho già postato tempo fa alla quale sono molto affezionata, perchè mi ricorda tanto l'estate.
Quindi, con questa ricetta, comunque buona e non con quella delle polpettine di miglio e legumi partecipo al contest di
Una cucina tutta per sè

Di queste polpettine, ne avevo fatte una grande quantità, così il giorno dopo me ne sono portata una porzione in ufficio. Era Agosto e ho scelto di andare a mangiarle in fondo alla zona industriale. Sembra orribile a dirsi, ma alla fine della zona industriale di San Giorgio di Nogaro le aziende lasciano il posto ad una bellissima marina con tante barche a vela. È così che ho mangiato questo pranzo al volo, con i piedi a penzoloni dal bordo del molo e uno sguardo sull'acqua verdeazzurra della laguna.

Lascio anche il testo che avevo scritto, perché in questa Pasqua piovosa e fredda ho bisogno di un pensiero che mi scaldi le ossa, se non altro con l'idea del sole...

Buon appetito!



Succedeva nell'agosto del 2011...
"Si sa, vivere da soli può essere un deterrente di tutto rispetto alla voglia di cucinare. Io vivo fuori casa dal 2006 e sola ormai dal 2009 e da quella volta il movimento di apertura di una scatoletta è diventato quasi automatico. Sarà perché mangiare è per me una cosa conviviale e che si fa in compagnia, sarà perché vedere la tavola imbandita per una persona sapeva di spreco e faceva un po’ di tristezza, sarà che …non so.
Per me, fare da mangiare è uno sfogo di emozioni, positive o negative che siano. La pasticceria in particolare, con tutto il suo avvilupparsi di creme, mousse, miscele calde e profumate mi riconcilia con il mondo. Lenisce i brutti pensieri, esalta quelli buoni.
Tuttavia il 99% della mia produzione viene regalato.

Ne ho concluso che a me piace fare, non mangiare quello che preparo, ma penso che non sia giusto.

Ultimamente ho ritrovato forse il piacere di mangiare ciò che faccio, al punto di pensare sulla via di casa, a ciò che potrei prepararmi una volta arrivata. Curiosamente questo pensiero si rivolge a preparazioni che non sono dessert, quasi a voler suggerire la necessità di recuperare un rito, quello del pasto che in anni di vagabondaggio avevo perso.

Ieri ero bordo della mia macchina, con la luce del tramonto che filtrava obliqua attraverso i platani che incorniciano i viali alberati della bassa friulana, che separano la via maestra dai campi coltivati e con le loro case padronali. Una luce che c’è solo qui, sulla strada storica da Aquileia a Udine. Luce limpida, calda e leggera; eppure quasi palpabile.

I colori sono caldi, il panorama rilassante, la giornata di lavoro è finita, la mente può essere creativa.

Così, percorrendo questa antica strada, sono nate queste polpettine di pesce con panatura tostata al sesamo, olio di semi di zucca, e zucchine grigliate.

La tostatura del sesamo conferisce al piatto un buon sapore di cotto, che si sposa a meraviglia con l’olio di semi di zucca, regalo di un signore di Rovigno in Istria. Per richiamare questo sapore di pane ho abbinato delle zucchine grigliate condite con semi di sesamo e papavero tostati.

Per la prima volta dopo tanto tempo, ho mangiato. Solo mangiato. Senza TV, senza libri, senza distrazioni. La tavola apparecchiata, con tanto di bicchiere, una carinissina brocca di vetro cesellato piena d'acqua fresca e oliera. Sulla tovaglia a fiorellini e con un tovagliolo rosso.

Perché vivere è qualcosa di più del semplice respirare."


Ingredienti
Merluzzo un filettino, va bene anche surgelato
prezzemolo q.b.
pangrattato Schär
due cucchiaini di ricotta
Semi di sesamo q.b.
sale, pepe
zucchine
olio di semi di zucca

Frullare nel mixer il pesce con il prezzemolo un cucciaino di pan grattato la ricotta, sale e pepe.
Formare delle polpettine della misura desiderata. Far tostare i semi di sesamo e a metà processo aggiungere metà del pan grattato che si usa per la panatura.
Impanare le polpettine e cuocere sotto il grill del forno a 180-190 gradi. Spezzare la cottura in tappe per verificare che non cuociano troppo.
Impiattare le polpettine su un letto di insalatina.

Far grigliare le zucchine e chiuderle in un foglio di stagnola con sale e pepe per 5 minuti.
Far tostare in un padellino i semi di papavero e di sesamo. Adagiare le zucchine sul piatto e cospargere con i semi tostati. Condire con un giro d'olio di semi di zucca.

venerdì 29 marzo 2013

Le soddisfazioni di chi scrive: liebster blog award e givaway.

Fonte: http://www.focusjunior.it/Cose_curiose/Focus_Junior_risponde/2012/giugno/chi-ha-inventato-la-macchina-da-scrivere.aspx


Io amo scrivere, non è da molto che l’ho scoperto. Leggo con “metodo” da pochi anni e ogni volta che scrivo un pezzo, non posso fare altro che dare ragione ai miei genitori.
Per imparare a scrivere bisogna leggere. Leggere è come fare la spesa di ingredienti essenziali. Voler scrivere senza leggere, è come voler fare un arrosto e non avere la carne. Leggere aiuta a costruire pensiero, scrivere aiuta a dare forma e ordine al pensiero. Scrivere bene, ne senso di amare le parole, vuol dire dar colore alla forma e all’ordine. Questo è quello di cui sono convinta.

Le ragioni per cui ho dato vita a questo blog vanno cercate nella mia voglia di fare qualcosa che arricchisse l’anima e che avesse una forma che io in primis potessi vedere. Nel mio blog ho cominciato a postare ricette di cucina con le foto. Però non volevo che la ricetta rimanesse così, nuda e cruda così ho iniziato a collegarla con la mia vita la mia famiglia e i mei  pensieri.
“Arianna, non hai mica vinto il Nobel per la letteratura!!!” Lo so, lo so, ma a me fa ugualmente piacere.  E io sono una che si entusiasma e si deprime con poco.
 Ebbene, Sabina - la mia amica e collega viaggiatrice che ha questo sito meraviglioso Living in San Francisco, That is a cultural shock!  dove racconta la sua vita da emigrante padovana a San Francisco col marito - mi ha dato il suo Liebster Blog Award, un premio che gira di blog in blog come una catenina di S. Antonio e che chi lo riceve deve far rimbalzare su 11 blog che segue con meno di 200 followers corredato da 11 domande a cui l’assegnatario deve rispondere. Chi viene premiato, deve natuarlmente avvertire i blogger che premia.

Io però non ho molti blog che seguo che abbiano meno dei 200 followers che sono obbligatori, per cui anarchicamente faccio di testa mia e lo do a chi mi va! Lo do ai blog di amici che seguo sempre e dai quali ho preso delle ricette di grande successo. questi sono i blog!
Udine la mia città e Nonna Pina concittadina e compagna di avventure da blogger
Gabriel Sambarino per l'avventura di un amico ed emigrante
Una cucina tutta per sè per la simpatia e le bellissime idee gluten free
Il gatto goloso per le foto e le ricette che mi fanno sognare ed il delizioso giveaway
Fiordifrolla per i mitici Chocolate Crinkles

Ecco le mie risposte alle domande di Sabina
1. In che cosa ti ha cambiato l’avventura da blogger? 
Mi ha reso un informatico migliore e mi ha fatto conoscere delle persone deliziose, alcune dal vero altre via etere.
2.  Se guardi fuori dalla finestra che cosa vedi ora? 
Il lampione dell'illuminazione stradale. Se fosse giorno vedrei una bellissima casa di mattoni di inizio '900
3.  Qual è stato il giorno più speciale della tua vita e perché?
Proprio non lo so.
4.  Che cosa significa per te viaggiare?
imparare parole di lingue nuove. Lasciare un pezzo della mia cultura e rubarne un pezzo dal paese che visito.
5.  Quando entri in libreria quale tipologia di libri cerchi per prima?
Cucina!
6.  Libro/i attualmente in lettura?
Breve storia della vita privata, Bill Bryson
7.  Quale museo ti è rimasto nel cuore?
Museo delle arti e dei Mestieri, Parigi
8.  Serata al cinema: quale film rivedresti volentieri?
Entrapment
9.  Di che cosa non potresti mai fare a meno?
Della compagnia. La solitudine mi uccide.
10. Scatti una fotografia: qual è il soggetto?
Natura, paesaggio, alberi.
11. Tre cose che pensi sia necessario avere per decidere di lasciare l’Italia per l’estero.
ecco le risposte alle domande
Una famiglia che ti supporta, sapere in partenza che ci saranno momenti difficili, avere la certezza che nessun posto è l"America".
Ecco le mie domande per i vincitori del Liebster blog award.
1.Se fossi un animale, che animale saresti?
2.Il libro che rileggeresti 1000 volte?
3.Il tuo gioco preferito da bambino/a?
4.La prima cosa che hai cucinato?
5.La tua copertina di Linus, quell’oggetto che ti conforta?
6.La massima che dici sempre?
7.Il pittore preferito?
8.Il più bel viaggio che hai fatto?
9.Campeggio o Hotel?
10.Cosa ti ha spinto a diventare blogger?
11.C’è stato un momento in cui hai quasi abbandonato il progetto blog? Quale?

Poi un'altra sorpresa.
L'altro ieri Claudia del Gatto Goloso mi ha assegnato il suo Giveaway per il commento più emozionante sul tema, "Il Tuo colore preferito" e questo è ciò che mi è stato assegnato. Claudia ha un negozio su Etsy.com dove vende le sue graziosissime creazioni. 

Grazie mille a Claudia e Sabina!


martedì 26 marzo 2013

La Udine che solitamente non si vede

Domenica scorsa non sapevo se cantare Jingle Bells o se recitare la poesia la Pioggerellina di Marzo. Sono uscita a prendere il caffè e sono stata schiaffeggiata da quella Bora Nera che in Friuli sega via le orecchie e a Trieste trascina le persone per strada, costringendole a fare tappe aggrappandosi come Tarzan da lampione a lampione.
Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=374324
E' così che i miei speranzosi entusiasmi primaverili di mercoledì e giovedì scorsi sono stati tristemente soffocati sotto una coltre di gelo e spazzati via dal vento.
Cinema??
Torte???
Lavatrici????
Che fare?
Sapevo che erano le giornate del FAI, Fondo Ambiente Italiano e che per questa occasione alcuni edifici della città sarebbero stati aperti al pubblico, con le guide d'eccezione provenienti dagli istituti superiori di Udine. I geometri avrebbero parlato dell'aspetto esterno degli edifici, gli alunni dell'istituto d'arte avrebbero parlato delle decorazioni interne e degli artisti che avevano decorato pareti e soffitti.
Edifici che di solito passano inosservati, con le loro discrete facciate monocolore e poco addobbate. Edifici che l'Udinese non vede. Perché troppo assorto a leggere il giornale o a cercare parcheggio tra le viuzze della città; una volta pensate per la circolazione con cavallo e calesse o al massimo con carro e asinello.
Fonte: Google maps
Si parte col Palazzo Caporiacco, dove siede la Preside dell'Istituto Uccellis.
Volgendo gli occhi al soffitto, dei bellissimi affreschi che raffigurano il carro del sole di Apollo


Palazzo Caporiacco Di via Giovanni da Udine, 23 sede degli uffici della Presidenza dell'Liceo Europeo Uccellis.
Sul retro, un orto con una magnolia in fiore e un arco di gelsomino, che pagherei per vedere nel mese di maggio.



Poi, un bellissimo palazzo in Via Poscolle, affrescato dal Chiarottini. La loggetta è una vera delizia. Insospettabilmente collocata sopra un negozio di bigiotteria sull'angolo tra Via Poscolle e Via del Gelso. Il bellissimo affresco qui sotto è il soffitto della loggetta le cui finestre sono quelle che vedete nella foto seguente. 


Fonte: http://www.giornatafai.it/Friuli-Venezia-Giulia.htm
Fonte: Googlemaps
Ecco l'insospettabile loggia, accanto alla quale credo di essere passata centinaia di volte.

Davvero una sorpresa, la mia Udine.

Sono sempre più convinta che tutti dovremmo guardare le nostre città con il naso all'insù, come chi le vede per la prima volta.










lunedì 25 marzo 2013

Cubetti di sole - Colors & Food Marzo 2013



Marzo è il mese ufficiale del sole, la celebrazione della luce.
Cambia l'ora e si comincia ad uscire di casa la mattina con un po' di luce e si rientra a casa con un po' di luce. E' un sollievo dopo che il pessimismo cosmico instillato goccia a goccia per ogni minuto di buio che l'inverno ci impone, ha sedato gli entusiasmi e messo un coperchio sul pentolone borbottante di pensieri, idee e voglia di fare che affollano la mia testa.
Mentre il giorno guadagna terreno sull'ombra, pian piano la luce si fa più dorata.
A metà mese esplode il giallo prepotente della Forsithia, poi gli alberi si vestono di gemmine verde timido.... e io??? 
Io divento impaziente.
Contando il fatto che la natura non mi ha dotato in partenza di grande pazienza, marzo per me è il mese dell'attesa impaziente e della voglia di fare. Il mese in cui la luce e il tepore scalzano via il coperchio sapientemente calcato dal buio e dal freddo, sulla pentola borbottante dei miei entusiasmi.
Ecco qua un dolce insolito con i colori emblematici del mese della luce. Il giallo e il bianco. Un po' di Zafferano per l'oro del sole, un po' di arancia per il calore che si sente anche se in lontananza. Forse solo un miraggio sensoriale. Qualche fogliolina di verde per richiamare le gemmine.Un ciuffo candido di panna a infiocchettare il tutto.

Cubetti di sole allo zafferano e menta.
Montare 50 gr di burro con 150 gr di zucchero, aggiungere 3 tuorli, uno alla volta, conservando gli albumi in un’altra ciotola. Aggiungere una bustina di zafferano sciolta in mezzo bicchiere di latte e 75 gr di mandorle macinate. Tritare una manciatina di foglie di menta e aggiungerle al composto assieme alla scorza di mezza arancia. Montare i bianchi a neve con 50 gr di zucchero e un cucchiaino di succo di limone e adagiarli sul composto di tuorli. Setacciare sugli albumi 200 gr di farina BiAglut e una bustina di lievito consentito. Versare l’impasto in una teglia rettangolare. Cuocere a 180 ° C per 30 minuti, far raffreddare e tagliare a cubetti. Decorare con panna montata a piacere.

Con questa Ricetta Gluten free partecipo al contest Colors & Food Marzo 2013



Ecco a voi un'altra foto, che non mette proprio in luce il giallo, ma che mi piace tantissimo!


lunedì 18 marzo 2013

Contest CRE-AZIONI - Vellutata di carote con crema al Montasio e riso venere


Con questa ricetta partecipo a CRE-AZIONI in Cucina Marzo 2013 in cucina di L'ENNESIMO BLOG DI CUCINA
Ecco la mia ricetta per il contest di “L’ennesimo blog di cucina”. Una vellutata fatta con ingredienti friulani e un tocco di esotismo.

Bellissimo questo tema delle vellutate. Io sono una mangiatrice incallita di minestre, specialmente se sono fatte con verdure buone, di casa e con ingredienti locali. Confortanti e calde, sono il piatto principe delle sere d’inverno o dei colpi di coda freddi che striamo vivendo in queste ore. Questa ricetta è un ponte tra il Km 0 e il km 10000. La vellutata è fatta con il 100 % di verdure ed ingredienti Friulani, mentre il tocco di colore di questo piatto viene da lontano.
Le carote, i porri e le patate vengono da un’azienda agricola a gestione familiare che si trova nelle vicinanze di Udine, la mia città. Il montasio vecchio è un ingrediente principe della cucina friulana e va a dare sapore ad una crema fatta con latte e panna friulani.
La ricetta è anche senza glutine perché la salsina è stata addensata con una delle farine dietoterapeutiche in commercio. Decentrata rispetto al piatto la manciatina di riso venere, che dà una nota insolita ai sapori della mia terra e profondità di colore al piatto.

Una grattatina di noce moscata a fare da cornice profumata alla mia vellutata.
Fuori piove, ma nel piatto splende il sole!



Ricetta per due persone:

Per la vellutata:
8 carote grandi
1 patata farinosa
la parte bianca di un porro
1/2 Litro di acqua o brodo vegetale
30 grammi di burro
mezzo bicchiere di latte
Sale, pepe

Per la crema
3 cucchiai di Montasio stagionato grattugiato
1ml di latte
50 ml di panna
un cucchiaino di farina per tutti gli usi Schär (per i non celiaci usare farina 00)
Noce moscata a piacere

A parte
100gr di riso venere

Tagliare il porro a rondelle fini e farlo appassire nel burro sciolto in una pentola pressione senza coperchio. Bagnare qualche volta con qualche cucchiaio di acqua perchè non si scurisca troppo. Aggiungere la patata tagliata in pezzi grandi come delle noci. e far insaporire con sale e pepe a fuoco vivace. Aggiungere le carote sbucciate tagliate a rondelle di un centimetro di spessore e far insaporire, come per le patate. Aggiungere il brodo o l'acqua e aggiustare di sale. Chiudere il coperchio della pentola a pressione e far cuocere 13-15 minuti dal sibilo.

Mettete a bollire un litro di acqua per la cottura del riso e a bollore, salate e aggiungete il riso lasciandolo cuocere una ventina di minuti. Scolatelo molto bene dall'acqua di cottura e tenete in caldo.

Nel frattempo preparare la crema. Frullate tutti gli ingredienti della crema assieme in un bicchiere per frullatore ad immersione. Versare in una casseruolina e far addensare sul fuoco basso.

A cottura ultimata, frullare a lungo le verdure con un frullatore ad immersione, avendo cura di togliere in precedenza l'acqua in eccesso, per poi aggiungerla in seguito, nel caso la vellutata fosse troppo densa. Aggiungere il latte-

Impiattare e decorare con un giro di salsa, un cucchiaio di riso venere e spolverizzare con dell'altra noce moscata.

Buon appetito!!!




venerdì 15 marzo 2013

Staffetta di blog in blog

La città dove vorrei vivere
 
Con questo blog partecipo alla Staffetta di blog in blog


 In Friuli chi gira tanto si chiama “Il purcit di Sant’Antoni” “il maiale di Sant’Antonio”. E io sono stata un porcellino per diversi anni. Ho avuto la fortuna, perché di fortuna si tratta, di poter vivere in diverse città. Solo vivendo in una città si capisce se effettivamente ci si può o ci si vuole vivere.  Così nel 2004 è partita la mia avventura. Per anni ho guardato all’Australia e alla fine sono riuscita ad andarci. Melbourne era la mia città. Uno straordinario minestrone di generi. Vittoriano e moderno si incrociano e si mixano, quasi fossero pezzi di due puzzle diversi, che però combaciano a perfezione.

 Questa era la mia casa vittoriana fuori, friulana dentro. Dato che vivevo a casa di Mirella, una friulana emigrata in Australia nel ’63.

 

Poi un volo per Brema, fredda, nuvolosa, ma verdissima, con le guglie affilate di campanili gotici che infilzano le nubi basse. Nell’aria, l’odore della fabbricazione della birra Becks. Orgoglio della città, di cui porta l’effige rossa con la chiave sull’ettichetta.

 Poi Amburgo, altra città nord Europea. Di mare, aperta al mondo col suo porto straordinario sull’Elba e i suoi due laghi interni. La Venezia del Nord la chiamano. Sofisticata, altezzosa all’aspetto ma densa di un’amicizia di quartiere propria dei piccoli paesi. Ogni quartiere ha il suo mercato. Là vivevo appiccicata ad uno dei simboli della città Michaelis Kirche. O der Michel. Col suo Trombettista che alle 9 di mattina e alle 10 di sera spuntava da una finestrella del campanile per “suonare l’ora”
 

Poi Londra, caotica, multiculturale, modernissima e antichissima allo stesso tempo. Città del contrasto e del movimento. Tradizionale, imperiale e al contempo fragile.

Poi Amburgo di nuovo.
Poi Udine, la mia città. Io faccio quello che mi piace, Vivo in 5 città diverse, perché la mia città è diventata un puzzle con pezzi diversi appartenenti a 5 diverse fotografie del tempo. Melbourne, Brema, Amburgo, Londra, tutte sedute allo stesso tavolo a Udine, con vista sull’Anfiteatro Morenico delle Prealpi Giulie.


Per altri bellissimi racconti:

1. Casa Organizzata - http://www.4blog.info/casaorganizzata
2. Federica Rossi - http://mammamogliedonna.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog
3. Micaela LeMcronache - http://lemcronache.blogspot.it/search/label/Staffetta
4. Federicasole - http://lamiadolcebambina.blogspot.it/search/label/staffetta%20di%20blog%20in%20blog

6. Mamma & Donna - http://www.mammaedonna.info
7. Samanta Giambarresi http://samantagiambarresi.wordpress.com/
8. Il mondo di Cì http://ilmondodici.blogspot.it
9. Aline Persempremamma http://persempremamma.blogspot.it/search/label/dibloginblog
10.Quellocheunadonnadice http://quellocheunadonnadice.blogspot.it/
11. Ferengi in Bruxelles http://ferengibruxelles.wordpress.com/
12. Selima Negro http://timoilbruco.wordpress.com
13. simona elle http://www.simonaelle.com/search/label/Staffetta%20tra%20blog
14. Elisabetta Mattiello http://www.maisonlab.it/
15. Pattibum - http://pattibum.wordpress.com
16.Alessandra - http://fiorievecchiepezze.wordpress.com/
17. Antonellavi - http://ladonnachesono.blogspot.it
18. HOME-TROTTER - http://www.home-trotter.blogspot.it
19. Illustrando un Sogno - http://silviomacca.blogspot.it/search/label/Di%20Blog%20in%20Blog%20-%20Staffetta
20. Lisa - http://lemiepatatelesse.blogspot.it/
21.Désirée Pedrinelli -www.letturealcontrario.com
22. CeciliaKi - http://ckmystyle.blogspot.it
23. Camille Javal http://1bedroom1000segreti.blogspot.it/
24.Before & After http://www.beforeandafterhs.blogspot.it
25. Vita da Stre...Mamma http://curvymommystyle.wordpress.com
26. La Torre di COtone http://www.latorredicotone.com/tag/di-blog-in-blog/
27. Mother of Two http://www.mammadisem.blogspot.com
28. Veronica Zanchi per Livin'+Abroad http://veronicafromusa.blogspot.it/
29. Antonella Marcucci - http://luccaguide.wordpress.com
30. I Viaggi dei Rospi - http://www.iviaggideirospi.com
31. Design Therapy - http://www.designtherapy.it/
32. BLOG A CAVOLO http://blogacavolo.blogspot.it/
33. Vivere a Piedi Nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
34. Il caffè delle mamme http://www.ilcaffedellemamme.it/tag/di-blog-in-blog/
35. Bloc-Notes Viaggi http://bloc-notesviaggi.blogspot.it/
36. Cristina http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog
37. GeGe Mastucola http://gegemastucola.wordpress.com/category/staffetta-di-blog-in-blog/
38. La Diva delle Curve http://www.divadellecurve.com/search/label/staffetta
39. GocceD'aria http://www.goccedaria.it/tag/goccedaria/staffetta%20blog.html
40. Amarcord Barcellona http://www.amarcordbarcellona.blogspot.com.es/
41. Il Pampano http://ilpampano-designbimbi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
42. Ilsaporedelsole www.ilsaporedelsole.it
43. Arianna www.conlemaninelsacher.blogspot.it
44. Mammerri www.mammerri.com
45. Giorgia http://prioritaepassioni.blogspot.it/
46. Claudia http://casadimamma.blogspot.it/
47 Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/


For those who have been part of my life during my adventure or do not understand Italian, this is the text I translated in English. Which is the wonderful gift my adventure gave me, along with German.

In Friuli, those who travel around a lot are commonly defined “Il Purcit di Sant’Antony” “St’Antony’s Pig”. I have been a little pig for several years. I had the privilege, because that’s what it really was, to have the chance to live I many different cities.
Just by living in a city one is really capable to fully understand, whether one could, or would like to live there. Just like this, in 2004 started my adventure. I had been looking at Australia for years. Finally i managed to get there. Melbourne was my city. An extraordinary potpourri of styles. Victorian and modern just cross and mix, as if they were pieces of different puzzles, that somehow manage to combine together just perfectly.
This was my house, Victorian in the outside, Friulana in the inside, as I was living with Mirella, a woman from my region who migrated there in 1963.
Then a flight to Bremen, cold, clowdy, but so green, with the sharp steeples of gothic bell towers sticking into low clowds. In the air, the scent of the Becks beer brewery. The Pride of this city, which carries on the label its red symbol with a golden key .
Then Hamburg. Another North European City. A seaport city; so open to the world with its extraordinary port on the Elb river and the two internal lakes. People there call it  “the Venice of the North”.
Posh, just snobbish-looking, but with the friendly character  of small towns. Every district has its own market.
When I was there, I lived side by side with one of the symbols of this city. Michaelis Kirche, St’Michael’s Church with its trumpeter, showing up at one of the bell tower’s windows and playing a melody every day at 10 a.m and 9 p.m.
Then London: chaotic, multicultural, so modern and so old at the same time. A city of contrasts and of swarming people and ideas. Traditional, imperial, and all the while fragile.
Then Hamburg again.
Then Udine, my city.
I do what I like, or better, I like what I do. I live in 5 different cities at the same time, because my city has become a puzzle of pieces belonging to 5 different time pictures. Melbourne, Bremen, Hamburg, London, all of them sitting at the same table, with a view on the amphitheatre of the Alps.

mercoledì 13 marzo 2013

Sono vecchia e sentimentale - Che ci volete fare!

Stasera passavo per Piazzale Chiavris a Udine ad un'ora davvero insolita ho sentito le campane della chiesa di San Marco vicino a casa mia suonare a spron battuto. Devo ammettere, mi ci è voluto un minutino per capire..erano le 19 e 22.
Quetsta è la chiesetta che mi ha dato la notizia.

Il Papa! Mi sono sorpresa emozionata. Più che altro per due pensieri.

In questi giorni mi sono soffermata tante volte a pensare ai mezzi per comunicare. Ora siamo abituati a Facebook, Twitter, email, quotidiani on-line. Tutti che rincorrono il minuto. Rapidi e sintetici, non ammettono perdite di tempo. Nè tantomeno attese, perché sembra che ultimamente le attese siano tutte tempo perduto. E per questa volta, Facebook, Twitter eccetera non sapevano cosa dire. Non avevano notizie da dare.

Ci siamo, tutti, dovuti adeguare ai tempi di una cosa senza tempo. Ai tempi di un'entità che è rimasta molto legata a tradizioni antiche e procedure che negli anni sono cambiate di poco, ad una lingua morta che però è lingua franca, a dispetto dell'inglese.

Si aspetta tutti una decisione che non si sa quando verrà. Il cui esito viene comunicato con segnali di fumo (!!!!!!) Il disagio per l'incertezza è stato palpabile. Quando? Chi? Che nome? Cosa dirà?

Adoro l'esito che abbiamo avuto. Nessuno se lo aspettava. Quando hanno detto il nome ho pensato: E questo chi è? Anche la piazza ha avuto un'esitazione.
Alla faccia dei bookmakers, quasi che il Papa fosse un cavallo da corsa! E poi quel "buonasera" Mancava solo che avesse detto MANDI, alla friulana!

Allora ripenso al mio viaggio in macchina di stasera, le campane che suonavano. Uno strano entusiasmo, speranza e fiducia.

Sento e leggo la gente contenta, ottimista, speranzosa. Alla testa una persona che ha chiesto di aiutarlo. Siamo una squadra. Così l'ho interpretata io.

"Buonasera", "Grazie dell'Accoglienza", poi una richiesta di aiuto. Parole semplici, dirette, ma dense di contenuto. Ed è di questo che abbiamo bisogno di questi tempi. Semplicità di forma e profondità di contenuto e soprattutto di reciproco sostegno e aiuto.

Io mi sono emozionata e rasserenata stasera. Io che non sono mai stata "di chiesa". Ma forse essere di chiesa vuol dire un'altra cosa. Chiesa, cultura, valori? Come si chiama veramente? Un Significato e diversi Significanti? Chi ha fatto linguistica forse mi capisce. O è solo un pensiero nella mia mente.

Scusatemi, diventando vecchi si diventa anche sentimentali.

Apro una breve appendice.
Cena frugale stasera. Semplice e di sapori sinceri. Uova di casa strapazzate, formaggio friulano e bieta lessa. Semplice ma delizioso.

Ho fatto le uova in 6 tappe, guardando la TV e quel balcone velato di bianco.

Anche la mia cena ha obbedito al ritmo lento e rassicurante della tradizione.



giovedì 7 marzo 2013

Torte di scuete e sgnape - Torta di ricotta e grappa


L'altro ieri, dopo il lavoro tornavo a casa e sull’autostrada mi è saltato addosso il pensiero di fare una torta. In realtà era un desiderio latente da sabato mattina quando ho comprato alla Cospalat della ricotta freschissima con il dichiarato intento di convertirla in un dolce! Avevo voglia di una torta che ricordasse un po’ il sapore di grappa delle frittelle di carnevale, e avesse anche l’aroma d’arancio che io adoro.

Ebbene questa tortina è il massimo per rapidità e semplicità, dato che in 15 minuti era già in forno.

Ho frullato nel robot da cucina con le lame 300 grammi di ricotta classica compatta (Cospalat) e 200 grammi di zucchero, aggiungere a file mezzo bicchiere di latte  uno alla volta il tuorlo di 4 uova. Aggiungere i semi di mezza stecca di vaniglia, la scorza di mezza arancia. Aggiungere sempre col robot in funzione 300 grammi di farina. Io ho usato la Glutafin, che era in scadenza, e col senno di poi è stata una buona idea. Aggiungere in seguito una quantità di grappa che vada dal mezzo bicchiere in su…  a seconda della quantità di liquidi che assorbe la farina e del vostro gusto personale! Aggiungere una bustina di lievito. Montare i bianchi d’uovo con 50 grammi di zucchero e un po’ di sale e aggiungerli al composto prelevato dal robot e messo in una ciotola.

Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella e fate cuocere 45 minuti a 180 °C

A me, con sommo disgusto è calata molto perchè ero in ritardissimo e l’ho cotta solo 35 minuti, ma a fine cottura era altissima e si alzava buoni 3 cm al di sopra dello stampo!

Stamattina l’ho mangiata e menomale che non l’avevo cotta di più perché era perfetta. La miglior torta di ricotta che abbia mai fatto. Leggera e per nulla pastosa. Non secca e con un forte sapore di grappa. Promossa a pieni voti! Anche con la farina Glutafin!

martedì 5 marzo 2013

Dolce Nostalgia - Una domenica sul Fiume Stella

Ci sono dei giorni in cui non si può evitare di  prendere la macchina e andare! Domenica era uno di questi.

Domenica era una giornata gloriosamente soleggiata e meravigliosamente tiepida. Da un po’ di tempo mi crogiolavo nell’idea di poter affondare i denti in un gigantesco panino con la mortadella sulle sponde del Fiume Stella, sfogliando nel silenzio le pagine di un bel libro.
Il giorno precedente avevo passato una bella serata a casa di Federico e Francesca, che celebravano il loro compleanno da neo genitori. Una serata densa di sentimenti e convivialità e desideravo starmene un po’ tranquilla per godermi il momento. 

Il Fiume Stella è un prodigio di calma e serenità. Scorre placido sulla piana friulana e si tuffa nella  Laguna tra Marano Lagunare e Lignano Sabbiadoro.
 
E’ un posto strettamente legato alla mia infanzia perché da bambina i miei genitori mi portavano lungo il Fiume con una barchetta blu scura che si chiamava Sarsegna, che è proprio un uccello acquatico tipico di questa zona.


La mia vita è iniziata a Titiano di Precenicco, perché là si sono sposati i miei genitori. Era da tempo che volevo andare a vedere la chiesetta. E’ una chiesetta deliziosa, piccola e curatissima che si chiama Madonna della Neve. Da un lato l’argine, dall’altro un ansa del Fiume stella. Sullo sfondo salici piangenti e i pioppi da cui fanno capolino gli alberi maestri di alcune barche a vela.



Ho fatto un salto all’acquario di Ariis e ho passeggiato ancora sull’argine. Assorta nei miei pensieri e col sole negli occhi.

Avevo con me gli occhiali, ma chi se ne importa!

A voi un po' di foto!

Sull'argine a Rivignano

Parco di Villa Ottelio ad Ariis di Rivignano